Learner personas, il target della formazione online


La vita di chi sviluppa corsi e-learning e lavora nel campo della formazione online – specie se freelance – è piuttosto varia.

Ho a che fare con i più svariati argomenti, dalla medicina alle assicurazioni, dai corsi di lingua alla sicurezza sul lavoro, e intervengo in fasi diverse all’interno di un progetto di formazione.
Succede così che sia chiamata a seguire un corso dal principio, imbastendone le fondamenta, ma anche di essere contattata per tamponare delle emergenze e magari svilupparne solo la lezione finale, all’interno di un processo già avviato.

Qualunque sia la situazione, una cosa va SEMPRE fatta prima di iniziare lo sviluppo di un corso e-learning: delineare il profilo delle persone che lo svolgeranno.

In inglese, lingua più sintetica della nostra, vengono definite learner personas.

L’importanza della profilazione nell’e-learning

Così come nei social media, nella stesura di un articolo, nella creazione di una sponsorizzata, anche nell’e-learning è fondamentale sapere a chi ci stiamo rivolgendo.
Mesi fa sono stata contattata per la creazione di due moduli all’interno di un corso già avviato e per seguire personalmente il cliente, piuttosto contrariato, riguardo alle sue richieste di modifiche su quanto già consegnato.

Il corso parlava di sicurezza sul lavoro in un contesto medico-sanitario, suddiviso in diversi moduli: norme igieniche, rischio chimico, patologie da sovraccarico per gli arti superiori, ecc.

Approfondendo la questione, è emerso un problema di comunicazione tra cliente e sviluppatori precedenti, dovuto proprio al fraintendimento del target del corso: il linguaggio utilizzato risultava spesso troppo tecnico, così come alcuni video esplicativi di alcune patologie. Contenuti inadatti, in quanto i destinatari erano persone per lo più straniere e con una preparazione inadeguata alla comprensione di contenuti specialistici.

Capito questo e altri dettagli, è stato facile fare gli aggiustamenti e modificare media e linguaggio utilizzati, in modo più conforme alle aspettative del cliente.
Ovviamente fare un’analisi iniziale delle learner personas avrebbe fatto risparmiare tempo, malumori e avrebbe consentito la creazione di un corso modellato su misura dei partecipanti.

L’analisi dei partecipanti

Chi si appresta a svolgere un corso e-learning (qualunque corso nell’ambito della formazione per adulti, ma in particolare online) si pone solitamente la domanda:

Perché dovrei investire del tempo in questo corso, con tutto il lavoro che ho da fare?

Sicuramente ve lo siete chiesti almeno una volta nella vita anche voi.

Quello che dobbiamo domandarci noi, come sviluppatori, è:
Quali sono i fattori che aumentano il coinvolgimento (engagement) dei partecipanti?

Tratteggiare le personas serve proprio a forgiare il corso intorno a esse, delineando delle rappresentazioni immaginarie dei partecipanti. Immaginarie per modo di dire, perché questo processo si basa su dati e statistiche ricavati tramite:

  • un questionario preliminare;
  • domande da sottoporre alla fine corso, per capire quali sono i punti di debolezza e di forza e poterlo migliorare, oppure per avere una traccia affidabile su cui costruire i successivi.

La situazione ideale è quella di potersi interfacciare direttamente con i partecipanti, ma può essere utile anche interrogare supervisori, stakeholder e SME (esperti della materia, che collaborano nella stesura dei contenuti).

Costruire le learner personas, in definitiva, aiuta a scegliere su basi solide i contenuti del corso e il suo aspetto grafico.

Le domande

Il questionario preliminare da sottoporre ai partecipanti, o al cliente che gestisce il progetto di formazione, dovrebbe toccare questi argomenti:

Età
Utile per scegliere la strategia visuale e il tone of voice da utilizzare: per esempio, un tono formale o informale, oppure una grafica a cartone animato o una più professionale e fotografica.

Genere ed etnia
Se i partecipanti appartengono prevalentemente a un sesso o a un’etnia, potrebbe rivelarsi più opportuno utilizzare determinati personaggi guida e fare attenzione alla scelta delle parole per non offenderne la sensibilità.

Educazione
Occorre conoscere il livello di preparazione dei partecipanti per decidere il tipo di comunicazione, in modo da evitare un corso troppo semplice o, al contrario, troppo complesso. L’esempio che ho fatto prima sul corso della sicurezza è emblematico.

Preparazione in materia
Quanta conoscenza hanno i partecipanti dell’argomento trattato? Occorre partire dalle basi per non confonderli, o è più utile impostare un livello approfondito, per evitare di annoiarli?

Background culturale
Ogni paese ha usanze e codici differenti. Conoscerli è essenziale per fare un uso corretto di immagini e simboli. Ad esempio, mentre nella cultura occidentale il colore bianco è simbolo di pace (anche interiore), nei paesi orientali è il colore del lutto. Occorre perciò sapere in che modo lo interpreteranno i partecipanti.

Competenze da acquisire
Capire quali contenuti scegliere, per raggiungere gli obiettivi prefissati e il modo migliore in cui presentarli. Ad esempio, in un corso che tratta il tema dell’assistenza ai clienti, utilizzare degli scenari potrebbe rivelarsi una scelta più efficace rispetto alla classica struttura lineare.

Livello di familiarità con l’e-learning
Quanta confidenza hanno i partecipanti con la formazione digitale? Sulla base della risposta, deciderete se è il caso di inserire o meno una guida all’uso e alla navigazione del corso, se utilizzare interazioni semplici o complesse, ecc.

Dove e quando svolgeranno il corso
Il luogo e le tempistiche di svolgimento della formazione potrebbero condizionare la scelta di usare o meno l’audio, contenuti più o meno lunghi, un layout prevalentemente pensato per il mobile o per il desktop, ecc.

Learner personas e partecipanti reali a confronto

L’errore più facile in cui incorrere, quando si teorizzano le learner personas, è quello di farsi portare fuori strada a causa di condizionamenti dovuti alle proprie proiezioni mentali o agli stereotipi.

Per scongiurare questa eventualità è bene interagire direttamente con qualcuno dei partecipanti reali, in modo da confrontare la persona in carne e ossa con quella ipotizzata.

Anche il sondaggio di fine corso è utile per trovare conferme o apportare cambi di rotta rispetto a quanto teorizzato inizialmente: si tratta di dati reali e quindi estremamente preziosi per costruire dei case study e raggiungere una conoscenza sempre maggiore dei diversi settori in cui ci troviamo a lavorare.

Consigli per integrare il questionario nello sviluppo e-learning

In conclusione, il questionario deve essere inserito come elemento fondamentale nello sviluppo della formazione online.

Per quello che mi riguarda, solitamente seguo questi passaggi:

  • ho creato un documento con tutte le domande da sottoporre ai futuri partecipanti o al responsabile della formazione dell’azienda, un PDF modificabile personalizzato con il mio logo e i miei colori;
  • preparo l’offerta per il cliente, specificando che la compilazione di questo documento è parte integrante del lavoro di sviluppo;
  • dopo l’accettazione dell’offerta, invio il documento con le domande alla persona concordata. Ovviamente occorre elasticità: non è obbligatorio ricevere una risposta a tutto, mi limito a sottolineare che più dati avrò a disposizione, più efficace sarà il corso rilasciato;
  • dati alla mano, creo una piccola demo per il cliente, in modo che possa valutare grafica e contenuti e concordare con me eventuali modifiche. Va da sé che questa fase è estremamente importante per partire con il piede giusto ed evitare grossi interventi in corso d’opera, che ritarderebbero la consegna;
  • solo dopo questi passaggi inizio lo sviluppo vero e proprio;
  • se il progetto di formazione è stato seguito da me fin dall’inizio, creo anche un sondaggio finale da sottoporre ai partecipanti, in modo da raccogliere informazioni preziose su quanto hanno trovato utile del mio corso e quali sono invece gli aspetti da migliorare.

Scritto così, ovviamente, sembra tutto molto lineare e facile.

Nella realtà, spesso ci troviamo a lavorare di fretta o a intervenire solo in una minima parte del corso da rilasciare: in questi casi vale comunque la pena provare a raccogliere tutte le informazioni descritte, cercando di far capire al cliente il valore aggiunto di un lavoro svolto in questo modo.

Se questi dati sono stati già raccolti da altri, possiamo chiedere che vengano condivisi per agevolare il nostro sviluppo e renderlo il più coerente possibile con quanto creato dai nostri colleghi: è utile anche vedere una parte di quanto già creato per poterci allineare e non sviluppare un elemento “stonato” rispetto al resto.

Sta, in definitiva, al nostro buonsenso cercare di coordinare tutto nel migliore dei modi e porci come professionisti di fronte al cliente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto