Il video learning, Udemy e tendenze future dell’e-learning


I contenuti video hanno sempre più spazio non solo nel web (entro il 2021 si prevede che i video costituiranno l’80% dei contenuti), ma anche nell’e-learning. Il trend è destinato a crescere. Sapete perché?

Ecco i 3 motivi tecnici principali:

  • l’aumento dei dispositivi mobili
  • i progressi della tecnologia video e gli schermi ad alta risoluzione
  • le connessioni sempre più potenti – il 5g è un futuro imminente.

Senza contare un ulteriore fattore fondamentale: l’alto livello di coinvolgimento garantito dall’esperienza video.

Questo è il motivo per cui stanno aumentando sempre di più le piattaforme che offrono formazione esclusivamente in questo formato, sia dedicate ai privati che alle aziende.

Udemy ospita all’interno della sua piattaforma oltre 10.000 video corsi.
Lynda.com vanta oltre 10.000 organizzazioni che usufruiscono dei suoi video.
Coursera dimostra come i contenuti video si possano integrare alla perfezione all’interno di un percorso formativo strutturato.

Disclaimer: le seguenti considerazioni sono frutto di mie letture e riflessioni, che potrebbero anche cambiare in futuro. Ciò significa che non sto declamando verità assolute. Ogni diverso punto di vista è ben accetto nei commenti!

E-learning privato ed e-learning aziendale

Riflettendo sui bisogni che soddisfa una piattaforma come Udemy, penso a due diversi tipi di e-learning che per ora segnano uno spartiacque nel modo di progettare i corsi online: quello privato e quello aziendale.

Chi è il principale cliente di Udemy?

Tipicamente è un dipendente o libero professionista che vuole approfondire uno specifico argomento:

  • per motivi di lavoro
  • per una passione personale.

Il livello di motivazione e di coinvolgimento è quindi già molto alto in partenza: l’utente tipo è alla ricerca di un contenuto specifico, o è invogliato dalla piattaforma dall’approfondirne uno nuovo sulla base dei suggerimenti forniti.

Un corso Udemy può dare all’interessato basi concettuali solide, per poi permettergli di proseguire l’apprendimento con altri mezzi – corsi in presenza, tutorial, libri – oppure l’esperienza formativa può esaurirsi all’interno della stessa piattaforma, magari passando a un videocorso di livello più avanzato.

Nell’e-learning aziendale gli scopi e le motivazioni sono invece spesso molto diverse: pensiamo ai corsi obbligatori sulla sicurezza, alla formazione annuale stile IVASS, all’apprendimento di un software aziendale. In questi casi, i destinatari del corso non esercitano una libera scelta o non seguono una loro passione.
La loro motivazione e il loro coinvolgimento di partenza sono decisamente più bassi rispetto a una situazione Udemy-tipo.

Un corso interamente video in questi casi non va bene. L’attenzione dopo pochi minuti cala, le persone possono allontanarsi dal monitor mentre i contenuti scorrono inascoltati, il tracciamento di quanto effettivamente viene svolto non è attendibile.

L’e-learning “classico” offre per questo una commistione di generi da dosare con criterio, sulla base dell’obiettivo da raggiungere: non solo video, ma anche un mix tra attività sincrone e asincrone, gamification, scenari interattivi, elementi grafici di diverso tipo.

Tre limiti del video learning

1. L’attrezzatura

La creazione di video di qualità richiede strumenti di qualità, pena un esito non all’altezza delle aspettative.
Questo può costituire un ostacolo in termini di budget: si parla di piccole realtà con risorse limitate o poca esperienza in questo tipo di realizzazione.

2. La modifica

I video sono più difficili da modificare rispetto a contenuti testuali, grafici o interattivi, in quanto sono elementi statici. È possibile risolvere in parte inserendo delle annotazioni in stile Youtube, piuttosto che rifare il video, ma l’esito qualitativo finale lascerà a desiderare.

3. L’individualismo

Uno dei principali vantaggi del video learning, l’autonomia nell’apprendimento, può diventare anche un suo limite. L’apprendimento che avviene in gruppo (anche tramite forum o dal vivo, nel caso del blended learning) facilita la risoluzione dei problemi, il chiarimento dei dubbi e crea importanti competenze nell’ambito della collaborazione. Inoltre non avviene un contatto diretto tra il docente e chi svolge il corso (diversamente staremmo parlando di un webinar).

Esempi di utilizzo dei video nei corsi e-learning

Occorre perciò chiedersi:

Quando inserire i video all’interno di un percorso di formazione digitale?

Non basta rispondere “perchè sì/perché sono coinvolgenti/perché vanno di moda”. I video sono una delle tante opzioni tra un ventaglio di possibilità e vanno usati con criterio.

In questo articolo sono elencati alcuni esempi per l’uso dei video all’interno di corsi e-learning aziendali:

  • interviste a esperti del settore che sintetizzino i concetti chiave;
  • interventi dei dipendenti di un’azienda che ne elenchino i valori o riassumano le informazioni utili per i neo-assunti;
  • testimonial dell’utilità del corso che gli utenti si accingono a svolgere (un video è decisamente più efficace rispetto alle classiche asettiche citazioni);
  • un’introduzione che sfrutti i principi dello storytelling;
  • filmati o screencast di demo sull’utilizzo di un software;
  • tour guidati all’interno dell’ambiente di lavoro;
  • ecc.

Se avete esperienze nella creazione o fruizione di video a scopi formativi che non rientrano negli esempi elencati, raccontatemelo nei commenti 🙂

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